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PREMESSA

L’efficienza energetica degli edifici è uno dei temi più rilevanti e strategici che si stiano dibattendo in questi anni in ambito europeo ed internazionale; quasi il 40% del consumo energetico finale (e il 36% delle emissioni di gas serra) deriva da case, uffici, negozi e altri edifici. Il miglioramento della prestazione energetica degli edifici europei è pertanto un aspetto di fondamentale importanza, non solo per il raggiungimento degli obiettivi fissati per il 2020 da parte dell’UE, ma anche per il conseguimento degli obiettivi più a lungo termine della nostra strategia climatica nell’ambito della tabella di marcia verso un’economia a bassa intensità di carbonio entro il 2050.

La UE si è fatta promotrice di programmi, progetti e direttive, come la 2002/91/CE e la 2010/31/UE sul rendimento energetico degli edifici, la 2006/32/CE sui servizi energetici e la 2012/27/UE sull’efficienza energetica, al fine di mettere in campo strumenti, criteri e soluzioni armonizzate e condivise sul tema specifico dell’incremento dell’efficienza energetica degli edifici, esistenti e nuovi.

La direttiva 2010/31/UE sulla prestazione energetica nell’edilizia (di seguito denominata «direttiva EPBD», dall’inglese Energy Performance of Buildings Directive) è il principale strumento legislativo a livello dell’UE per il miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici europei. Un elemento fondamentale della direttiva EPBD è rappresentato dagli edifici a energia quasi zero (di seguito denominati «requisiti NZEB», dall’inglese Nearly Zero-Energy Buildings).

La direttiva EPBD, prevede che gli Stati membri provvedono affinché entro il 31 dicembre 2020 tutti gli edifici di nuova costruzione siano edifici a energia quasi zero e a partire dal 31 dicembre 2018 gli edifici di nuova costruzione occupati da enti pubblici e di proprietà di questi ultimi siano edifici a energia quasi zero.

L’efficienza energetica rappresenta la prima priorità della Strategia Energetica Nazionale (SEN), la quale istituisce un programma volto a superare gli obiettivi europei al 2020 e tendere verso una leadership industriale per catturare la forte crescita internazionale attesa nel settore delle tecnologie efficienti. In particolare, la SEN fissa l’obiettivo di 15,5 Mtep di risparmio di energia finale al 2020, equivalente ad un risparmio del 24% rispetto allo scenario di riferimento europeo.

Date le potenzialità di risparmio ottenibile dal settore civile che copre circa il 39,7% del fabbisogno energetico nazionale negli usi finali, l’incremento dell’efficienza energetica negli edifici e la transizione verso gli edifici a energia quasi zero (NZEB), costituisce un obiettivo prioritario per il Paese che viene perseguito grazie all’attivazione di un’ampia gamma di misure di regolazione e di incentivazione.

Il decreto legge n. 63 del 2013, convertito nella legge n. 90 del 2013, getta le basi e fissa i nuovi criteri per l’aggiornamento e la programmazione di standard prestazionali degli edifici (involucro, impianti e fonti rinnovabili) al fine di raggiungere gli obiettivi fissati a livello europeo in materia di edifici a energia quasi zero. I requisiti minimi prestazionali per l’edilizia terranno in debito conto il periodo di condizionamento invernale ed estivo, la zona climatica e gli altri standard prestazionali previsti dal quadro normativo. In ottemperanza a quanto previsto dalla direttiva 2010/31/UE, il decreto legge n. 63 del 2013 ha previsto inoltre che i nuovi edifici, dal gennaio 2019 per il settore pubblico e dal gennaio 2021 per tutti gli altri settori, siano ad energia quasi zero.

Dotare l’edificio di requisiti per raggiungere tali da permettere il raggiungimento di un così elevato livello prestazionale, comporta, ovviamente, un aumento dei costi di investimento; generalmente, infatti, spingersi oltre gli attuali requisiti minimi attraverso la realizzazione o la trasformazione di un edificio esistente in NZEB, comporta costi maggiori che non sono interamente recuperati attraverso i risparmi energetici conseguiti. Questi aspetti, nell’attesa di un’evoluzione del mercato che porti a una riduzione dei costi, possono essere opportunamente mitigati dalla presenza di adeguati incentivi.

Tutto ciò premesso, si è ritenuto pertanto utile tracciare gli strumenti di promozione dell’efficienza energetica in edilizia attivi a livello nazionale e basati sulla concessione di incentivi, tutti volti allo sfruttamento dell’elevato potenziale di risparmio energetico che caratterizza il settore civile. Essi sono destinati alla riqualificazione degli edifici esistenti, e possono promuovere la transizione del parco immobiliare nazionale verso l’edilizia a energia quasi zero.

IL CONTO TERMICO 

Il conto termico è stato introdotto dal decreto ministeriale del 28 dicembre 2012 e, successivamente disciplinato dal decreto interministeriale del 16 febbraio 2016.

Il Conto Termico incentiva interventi per l’incremento dell’efficienza energetica e la produzione di energia termica da fonti rinnovabili per impianti di piccole dimensioni.

I Soggetti Beneficiari sono principalmente le Pubbliche amministrazioni, ma anche imprese e privati, che potranno accedere a fondi per 900 milioni di euro annui, di cui 200 destinati alle PA.

I soggetti che possono richiedere gli incentivi del Conto Termico sono:

  • le pubbliche amministrazioni: sono inclusi gli ex Istituti Autonomi Case Popolari, le cooperative di abitanti iscritte all’Albo nazionale delle società cooperative edilizie di abitazione e dei loro consorzi costituiti presso il Ministero dello Sviluppo Economico, nonché le società a patrimonio interamente pubblico e le società cooperative sociali iscritte nei rispettivi albi regionali, per riqualificare edifici dei quali siano proprietari o utilizzatori. Le PA possono stipulare un contratto di prestazione energetica (cosiddetto EPC) con una ESCO; la ESCO titolare del contratto può accedere al Conto Termico per conto dell’ente e utilizzare gli incentivi per realizzare gli interventi di efficienza indicati nel contratto
  • i soggetti privati, ossia persone fisiche, condomini, titolari di impresa o di reddito agrario; l’accesso ai meccanismi di incentivazione può essere richiesto direttamente da questi soggetti o tramite una ESCO.
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Tali soggetti, chiamati “Soggetti responsabili” per essere ammessi agli incentivi devono aver sostenuto spese per la realizzazione degli interventi ammessi nell’agevolazione e presentare al relativa domanda che, tra l’altro, può essere presentata anche mediante un soggetto delegato autorizzato.

Il Conto Termico finanzia fino al 65% delle spese sostenute per gli interventi di manutenzione sull’involucro e sugli impianti degli edifici finalizzati all’incremento dell’efficienza energetica e alla produzione di energia termica da fonti rinnovabili, come ad esempio:

  • miglioramento dell’isolamento termico dell’involucro edilizio;
  • sostituzione di infissi e pannelli vetrati di alta qualità e introduzione di schermature;
  • sostituzione dei sistemi per l’illuminazione;
  • sostituzione dei sistemi per la climatizzazione con tecnologie ad alta efficienza;
  • produzione di energia termica da fonti rinnovabili;
  • introduzione di sistemi avanzati di controllo, gestione dell’illuminazione, della ventilazione, del condizionamento, etc.
  • trasformazione degli edifici esistenti in edifici a energia quasi zero (edifici nZEB).

Gli interventi di sostituzione di impianti ed apparecchi devono essere realizzati in edifici e fabbricati esistenti e, tutti gli interventi devono essere realizzati utilizzando esclusivamente apparecchi e componenti di nuova costruzione, nonché essere correttamente dimensionati in funzione dei reali fabbisogni di energia termica.

La richiesta di incentivo in Conto Termico può essere presentata sia a intervento concluso, in modalità di “accesso diretto”, sia prenotando l’incentivo ad intervento in corso o ancor prima di avere iniziato i lavori, attraverso la modalità “a prenotazione”. I soggetti privati possono accedere agli incentivi solo attraverso l’accesso diretto, ovvero il Soggetto Responsabile deve presentare la scheda-domanda entro 60 giorni dal termine dei lavori. Le pubbliche amministrazioni, invece, hanno a disposizione due procedure, l’accesso diretto e quello a prenotazione.

La richiesta deve essere presentata al GSE attraverso il portale internet dedicato – il Portaltermico – accessibile attraverso l’Area Clienti del sito 110272 Donna 39 Marrone Stonefly Sandalo Zeppa dFUwHq.

Accesso diretto

Il Soggetto Responsabile, ad interventi completati, dovrà presentare la richiesta al GSE compilando la scheda-domanda entro 60 giorni dalla fine dei lavori e seguendo le istruzioni specificate nelle regole applicative del GSE.

Tramite il mandato irrevocabile all’incasso, è possibile trasferire l’incentivo direttamente a soggetti terzi (per esempio, al proprio fornitore).

hesna hesna Waldläufer Foresta Foresta Runner Waldläufer Runner Attraverso la scheda-domanda, il Soggetto Responsabile fornisce informazioni sull’intervento e sull’immobile su cui è realizzato, predisponendo adeguata documentazione, tra cui:

  • fatture e bonifici (e/o mandati di pagamento) relativi ai pagamenti effettuati;
  • documentazione fotografica ante e post operam;
  • asseverazione del tecnico abilitato attestante la data di fine lavori, che può essere compresa nell’ambito di quella obbligatoria resa dal direttore dei lavori sulla conformità delle opere realizzate al progetto;
  • documentazione tecnica in base alla tipologia di intervento, che può includere:
  • diagnosi energetica ante operam;
  • relazione tecnica descrittiva dell’intervento effettuato;
  • certificazione/attestazione di conformità dei prodotti utilizzati ai requisiti tecnici previsti dal decreto Conto Termico;
  • Attestato di Prestazione Energetica (APE) post operam.

Nel caso di coinvolgimento di una ESCO, occorre aggiungere il contratto di prestazione energetica stipulato con l’ente pubblico per conto del quale sono realizzati gli interventi e l’autocertificazione UNI CEI 11352. L’ente pubblico può delegare la ESCO a presentare la domanda e ad agire per proprio conto nei confronti del GSE.

Accesso a prenotazione

Per gli interventi ancora da realizzare, esclusivamente nella titolarità delle PA o delle ESCO che operano per loro conto, è possibile prenotare l’incentivo prima ancora che l’intervento sia realizzato e ricevere un acconto delle spettanze all’avvio dei lavori, mentre il saldo degli importi dovuti sarà riconosciuto alla conclusione dei lavori, in analogia a quanto viene attuato per la modalità in Accesso Diretto. Per la prenotazione dell’incentivo, le PA possono presentare una domanda a preventivo, trasmettendo al GSE uno dei seguenti set di documenti:

  • una diagnosi energetica ed un atto amministrativo attestante l’impegno alla realizzazione di almeno un intervento tra quelli indicati nella diagnosi energetica stessa;
  • un contratto di prestazione energetica stipulato tra la PA e una ESCO oppure copia del contratto stipulato per l’affidamento, a seguito di gara, del servizio energia pertinente all’intervento proposto;
  • un provvedimento o un atto amministrativo attestante l’avvenuta assegnazione dei lavori con il verbale di consegna dei lavori stessi.

Spese ammissibili

Il Conto Termico prevede incentivi che variano dal 40% al 65% della spesa sostenuta, in particolare:

  • fino al 65% per la demolizione e ricostruzione di edifici a energia quasi zero (nZEB);
  • fino al 40% per gli interventi di isolamento delle pareti e coperture, per la sostituzione di chiusure finestrate con altre più efficienti, per l’installazione di schermature solari, per la sostituzione dei corpi illuminanti, per l’installazione di tecnologie di building automation e per la sostituzione di caldaie tradizionali con caldaie a condensazione;
  • fino al 50% per gli interventi di isolamento termico nelle zone climatiche E/F e fino al 55% nel caso di isolamento termico e sostituzione delle chiusure finestrate, se abbinati ad altro impianto (caldaia a condensazione, pompe di calore, solare termico);
  • fino al 65% per la sostituzione di impianti tradizionali con impianti a pompe di calore, caldaie e apparecchi a biomassa, sistemi ibridi a pompe di calore e impianti solari termici.

Si evidenzia che, il Conto Termico è hesna Runner Foresta hesna Foresta Runner Waldläufer Waldläufer cumulabile con altri incentivi di natura non statale, fatti salvi i fondi di rotazione, i fondi di garanzia e i contributi in conto interesse e finanzia inoltre il 100% delle spese per la diagnosi energetica e per l’attestato di prestazione energetica (APE) per le PA (e le ESCO che operano per loro conto) e il 50% per i soggetti privati e le cooperative di abitanti e quelle sociali. Limitatamente agli edifici di proprietà della pubblica amministrazione, gli incentivi del conto termico sono cumulabili con gli incentivi in conto capitale anche statali, nei limiti di un finanziamento complessivo pari al 100% delle spese ammissibili.

Gli incentivi sono regolati da contratti di diritto privato tra il GSE e il Soggetto Responsabile e sono corrisposti dal GSE nella forma di rate annuali costanti della durata compresa tra 2 e 5 anni, a seconda della tipologia di intervento e della sua dimensione, oppure in un’unica soluzione, se l’importo del beneficio complessivamente riconosciuto non supera i 5.000 euro.

IL FONDO NAZIONALE PER L’EFFICIENZA ENERGETICAhesna Runner hesna Foresta Foresta Waldläufer Runner Waldläufer  

Runner hesna Runner Foresta hesna Waldläufer Waldläufer Foresta Il Fondo Nazionale per l’efficienza energetica, Istituito presso il Ministero dello sviluppo economico (articolo 15, comma 1, del decreto legislativo 4 luglio 2014, n. 102), è disciplinato dal decreto interministeriale 22 dicembre 2017.

Il Fondo, che sarà gestito da Invitalia, ha natura rotativa e favorisce gli interventi necessari per il raggiungimento degli obiettivi nazionali di efficienza energetica, promuovendo il coinvolgimento di istituti finanziari, nazionali e comunitari, e investitori privati sulla base di un’adeguata condivisione dei rischi.

Il Fondo si articola in due sezioni che operano per:

  • la concessione di garanzie su singole operazioni di finanziamento, cui è destinato il 30% delle risorse che annualmente confluiscono nel Fondo;
  • l’erogazione di finanziamenti a tasso agevolato, cui è destinato il 70% delle risorse che annualmente confluiscono nel Fondo.

La sezione garanzie prevede inoltre, una riserva del 30% per gli interventi riguardanti reti o impianti di teleriscaldamento, mentre il 20% delle risorse stanziate per la concessione di finanziamenti è riservata alla PA.

Per l’avvio della fase operativa, si potrà contare su 150 milioni di euro già resi disponibili dal Ministero dello Sviluppo economico, che destinerà anche un ulteriore introito annuale di circa 35 milioni di euro nel triennio 2018-2020.

I Soggetti Beneficiari possono essere le imprese e le Pubbliche Amministrazioni, in forma singola, aggregata o associata e le ESCO, a fronte di investimenti per l’efficienza energetica.

Le agevolazioni sono concesse a tutte le imprese che effettuano investimenti per l’efficienza energetica dei processi e servizi, compresi gli edifici in cui viene svolta l’attività economica, l’installazione o potenziamento di reti di teleriscaldamento o teleraffrescamento.

Le agevolazioni possono essere concesse alle PA ed alle ESCO che effettuano progetti di investimento volti al miglioramento dell’efficienza energetica dei servizi e delle infrastrutture pubbliche, compresa l’illuminazione pubblica o al miglioramento degli edifici destinati ad uso residenziale, con particolare riguardo all’edilizia popolare.

Le agevolazioni possono essere sotto forma di garanzia o di tasso agevolato; nel primo caso le garanzie sono concesse fino all’80% dell’ammontare del finanziamento fino ad un massimo garantito compreso tra un minimo di euro 150.000,00 ed un massimo di euro 2,5 milioni. Il finanziamento agevolato non può essere superiore al 70% dei costi agevolabili, 60% nel caso delle PA, ad eccezione delle agevolazioni concesse per gli interventi di miglioramento dell’efficienza energetica delle infrastrutture pubbliche, compresa l’illuminazione pubblica, che non superano l’80% dei costi agevolabili, e con un Waldläufer Foresta hesna hesna Runner Foresta Waldläufer Runner tasso fisso pari all’0,25% e della durata massima di 10 anni, 15 per le PA, per un minimo di euro 250.000,00 ed un massimo di euro 4.000.000,00 per le imprese, mentre per le PA per un minimo di 150.000,00 euro ed un massimo di 2.000.000,00.

Le agevolazioni sono cumulabili con altri incentivi, nei limiti di un finanziamento complessivo massimo pari al 100 per cento dei costi ammissibili.

I costi ammissibili agli interventi agevolati devono riferirsi all’acquisto e/o alla costruzione di immobilizzazioni nella misura necessaria alla finalità del progetto ed in particolare sono ammesse:

  • le consulenze connesse al progetto, quali le spese per progettazione ingegneristiche, direzioni lavori, collaudi di legge, la predisposizione dell’attestato di prestazione energetica degli edifici e della diagnosi energetica degli edifici pubblici, nella misura del 10% del costo totale dei costi ammissibili;
  • le apparecchiature, gli impianti nonché macchinari e attrezzature varie (inclusi i sistemi di telegestione, telecontrollo e monitoraggio per la raccolta dei dati riguardanti i risparmi conseguiti) comprensivi delle forniture di materiali e dei componenti previsti per la realizzazione dell’intervento;
  • c) interventi sull’involucro edilizio (opaco e trasparente) comprensivi di opere murarie e assimilate, ivi inclusi i costi per gli interventi di mitigazione del rischio sismico, qualora riguardanti elementi edilizi interessati dagli interventi di efficientamento energetico;
  • d) infrastrutture specifiche (comprese le opere civili, i supporti, le linee di adduzione dell’acqua, dell’energia elettrica – comprensivo dell’allacciamento alla rete – del gas e/o del combustibile biomassa necessari per il funzionamento dell’impianto, nonché i sistemi di misura dei vari parametri di funzionamento dell’impianto).

La presentazione delle domande deve avvenire per via telematica, prima della data di inizio dei lavori ad Invitalia, con almeno le seguenti informazioni:

  1. a) descrizione dettagliata dell’intervento;
  2. b) tabella del costi dell’intervento con indicazione di quelli ammissibili ai sensi dell’art. 16;
  3. c) crono-programma dell’intervento;
  4. d) attestato di prestazione energetica ante-intervento o diagnosi energetica per le domande che prevedono interventi di riqualificazione di edifici;
  5. e) quantificazione del risparmio conseguibile dall’intervento e specifica dei parametri impiegati per il calcolo.
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ECOBONUS

 

L’Ecobonus 2018 è un’agevolazione fiscale prevista per i contribuenti che sostengono spese per interventi di riqualificazione energetica nella propria casa, sugli edifici condominiali o sugli uffici, negozi, capannoni. Tale agevolazione, consiste in una detrazioni dall’Irpef, se la spesa è effettuata dal contribuente privato o dall’IRES se impresa o società, che lo Stato riconosce quando vengono eseguiti lavori per aumentare l’efficienza energetica degli edifici già esistenti.

L’Ecobonus 2018 consente di portare in detrazione fiscale gli interventi e le spese volte al risparmio energetico, ovvero volte a migliorare l’efficienza energetica e le prestazioni dell’abitazione.

Nello specifico, l’agevolazione del 65% o del 50% per interventi sulle abitazioni riguarda tutti gli interventi e le spese sostenute ai fini di:

  • miglioramento termico dell’edificio (coibentazioni, pavimenti, finestre e infissi);
  • installazione di pannelli solari;
  • sostituzione di impianti di climatizzazione invernale;
  • interventi di domotica, cioè installazione di dispositivi multimediali per il controllo a distanza degli impianti di riscaldamento.

Tra le spese per le quali è possibile richiedere l’Ecobonus rientrano anche quelle riguardanti l’acquisto di materiale per il risparmio energetico e le prestazioni professionali per l’installazione, come nel caso degli interventi di domotica.

Viene inoltre introdotta la possibilità di richiedere l’Ecobonus nel 2018 anche per l’installazione e sostituzione di impianti di climatizzazione esistenti con micro-cogeneratori. La detrazione fiscale è riconosciuta per il 65% della spesa sostenuta e per un importo massimo di 100.000 euro.Per i lavori effettuati in parti comuni del condominio l’Ecobonus sarà in vigore fino al 31 dicembre 2021, con possibilità di beneficiare della detrazione fiscale fino al 75%.A partire dal 2018 potranno richiedere la detrazione fiscale anche i contribuenti incapienti in relazione alle spese sostenute in edifici privati: si tratta, in pratica, di chi ha redditi esentasse in quanto inferiori al minimo; in tal caso si può optare per la cessione del credito a banche e istituti di credito

Nel dettaglio, i contribuenti che possono richiedere la detrazione fiscale del 65% o del 75% sono:

  • i contribuenti che conseguono reddito d’impresa (persone fisiche, società di persone, società di capitali);
  • le associazioni tra professionisti;
  • gli enti pubblici e privati che non svolgono attività commerciale;
  • le persone fisiche ovvero: titolari di un diritto reale sull’immobile, condomini per gli interventi sulle parti comuni, inquilini, coloro che possiedono un immobile in comodato, familiari o conviventi che sostengono le spese.La legge ha previsto che l’ecobonus per i condomini la misura dello sconto aumenti in funzione del livello di efficientamento energetico raggiunto con i lavori; in particolare:
  • se l’intervento di risparmio energetico riguarda anche l’involucro dell’edificio con un incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda dell’immobile stesso, la detrazione Econobonus è pari al 70%;
  • se l’intervento di risparmio energetico migliora la prestazione energetica invernale e estiva, spetta una detrazione ecobonus condomini fino al 75%.

Sono detraibili le imposte Irpef o Ires relative sia ai costi per lavori edili sia quelli relativi a prestazioni professionali. L’unico requisito fondamentale è che tali spese rientrino tra quelle effettuate con l’obiettivo di migliorare le prestazioni energetiche dell’immobile.

L’importo massimo di spesa ammessa all’Ecobonus nel 2018 e utile a determinare l’ammontare della detrazione Irpef o Ires è così determinato:

  • 000 euro per gli interventi di riqualificazione energetica;
  • 000 euro per gli interventi sull’involucro dell’edificio;
  • 000 euro per la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale, ovvero installazione di impianti dotati di caldaie a condensazione, pompe di calore ad alta efficienza e impianti geotermici a bassa entalpia;
  • 000 euro per l’installazione di pannelli solari utili alla produzione di acqua calda per usi domestici o industriali e per la copertura del fabbisogno di acqua calda in piscine, strutture sportive, case di ricovero e cura, istituti scolastici e università.

L’Agenzia delle Entrate ha specificato che le regole del pagamento variano:

  • nel caso di contribuenti non titolari di reddito d’impresa, il pagamento delle spese deve essere effettuato esclusivamente tramite bonifico bancario o postale. I contribuenti nel versamento con bonifico dovranno indicare la causale del versamento, il codice fiscale del beneficiario della detrazione, il numero di partita Iva o il codice fiscale del soggetto a favore di cui si effettua il pagamento;
  • i contribuenti titolari di reddito d’impresa non sono soggetti all’obbligo di pagare tramite bonifico ma l’importante è conservare idonea documentazione per la prova delle spese.

Importante ricordare che l’Ecobonus non è cumulabile con il Bonus ristrutturazioni al 50%, confermato anch’esso per il 2018.

La legge di bilancio 2018 (Legge 27.12.2017 n.205) ha integrato e modificato le condizioni di accesso ai benefici fiscali per l’efficienza energetica degli edifici, in relazione alle spese sostenute dal 1° gennaio al 31 dicembre 2018. Sono state molte infatti le novità contenute nella finanziaria 2018 in relazione al cd. “pacchetto casa”. Recentemente, l’ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile) ha pubblicato sul suo sito una tabella che sintetizza gli interventi incentivabili e le aliquote che scaturiscono dalla nuova legge:

Interventi ammessi Aliquota detraibile
serramenti e infissi

schermature solari

caldaie a biomasse

caldaie a condensazione classe A

50%
caldaie a condensazione A+ con sistema di termoregolazione evoluto

pompe di calore

scaldacqua a PDC

coimbetazione involucro

collettori solari

generatori ibridi

sistemi building automation

microgeneratori

65%
interventi condominiali (superficie > 25%) 70%
interventi condominiali (superficie > 25%+ CLASSE MEDIA) 75%
interventi condominiali e riduzione di una classe di rischio sismico  80%
interventi condominiali e riduzione di una classe di rischio sismico 85%

 

 

FONDO KYOTO

 

La Legge Finanziaria 2007 (articolo 1, comma 1110) ha istituito presso la Cassa Depositi e Prestiti un fondo rotativo per il finanziamento delle misure di riduzione delle emissioni climalteranti, finalizzate all’attuazione del Protocollo di Kyoto. L’ammontare complessivo del Fondo è di circa 600 milioni di euro.

L’articolo 9 del decreto legge 91/2014, convertito con legge 11 agosto 2014, n. 116 , prevede interventi urgenti per l’efficientamento energetico degli immobili di proprietà pubblica adibiti all’istruzione scolastica ed universitaria nonché di edifici dell’Alta formazione artistica, musicale e coreutica (AFAM) autorizzando il fondo rotativo, di cui all’articolo 1, comma 1110, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, relativo al finanziamento delle misure di riduzione delle emissioni dei gas ad effetto serra. In attuazione del decreto legge suddetto è stato emanato il DM 14 aprile 2015 del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare. La disposizione è finalizzata a concentrare le residue disponibilità del Fondo Kyoto, pari a circa 350 milioni di euro, ad interventi volti all’efficientamento energetico degli edifici scolastici e universitari negli usi finali dell’energia avvalendosi della Cassa depositi e prestiti S.p.A. quale soggetto già gestore del predetto Fondo. I finanziamenti agevolati concessi in base alla presente disposizione, a cui si applica la riduzione del 50 per cento del tasso di interesse di cui al decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 17 novembre 2009, sono concessi in deroga all’articolo 204 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e successive modificazioni. L’accesso ai finanziamenti avviene sulla base di diagnosi energetica comprensiva di certificazione energetica e gli interventi devono conseguire un miglioramento del parametro di efficienza energetica dell’edificio di almeno due classi in un periodo massimo di tre anni, certificato da un organismo tecnico terzo.

I finanziamenti agevolati, a valere sulle risorse del “Fondo rotativo di Kyoto”, sono destinati a progetti di riqualificazione energetica degli edifici scolastici di ogni ordine e grado, dagli asili alle università; in particolare, risultano ancora disponibili circa 188 milioni di euro per la concessione di nuovi finanziamenti ed i termini di presentazione del bando sono stati prorogati fino al 30 giugno 2018. Queste risorse, inoltre, potranno essere utilizzate per l’adeguamento antisismico degli stessi edifici, fino al 50% del relativo importo.

I Soggetti Beneficiari che possono accedere ai prestiti agevolati sono:

  • Soggetti pubblici proprietari degli immobili;
  • Soggetti pubblici che a titolo oneroso o gratuito hanno in uso gli immobili pubblici sopra descritti;
  • Fondi di investimento chiusi, costituiti ai sensi dell’articolo 33,comma 2, del decreto legge 6 luglio 2001,n. 98, convertito con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111 e s.m.i.

I progetti di intervento presentati potranno essere ammessi al finanziamento nel rispetto dei limiti indicati nella sottostante tabella:

 

Tipologia intervento Durata massima finanziamento agevolato Importo massimo finanziabile per singolo edificio
Interventi che riguardano esclusivamente l’analisi, il monitoraggio, l’audit e

la diagnosi energetica

massimo 10 anni per edificio euro 30.000,00
Interventi relativi alla sostituzione dei soli impianti, incluse le opere necessarie alla loro installazione e posa in opera, comprensivi della progettazione e certificazione energetica ex ante ed ex post massimo 20 anni per edificio euro 1.000.000,00

massimo

Interventi di riqualificazione energetica dell’edificio inclusi gli impianti e l’involucro comprese le opere necessarie alla installazione e posa in opera, oltre che della progettazione e certificazione energetica ex ante ed ex post massimo 20 anni per edificio euro 2.000.000,00

massimo

 

Le domande di ammissione e la relativa documentazione firmate digitalmente, devono essere inoltrate al Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, Direzione generale per il Clima e l’Energia e, in copia a CDP S.p.A. mediante PEC ai seguenti indirizzi di posta elettronica: fondokyoto@pec.minambiente.it; cdpspa@pec.cassaddpp.it.

I finanziamenti sono regolati a tasso fisso dello 0,25% nominale annuo fino ad una durata massima di 20 anni.

FONDI STRUTTURALI

Nel periodo di programmazione 2007- 2013 i fondi comunitari, segnatamente il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale – FESR, hanno sostenuto lo sviluppo delle fonti rinnovabili e interventi per l’efficienza energetica nell’edilizia e illuminazione pubblica oltre che per il risparmio energetico nelle PMI.

Al 30 giugno 2016 nel portale OpenCoesione che pubblica i dati del Sistema di Monitoraggio Unitario gestito da IGRUE- MEF risultano attivi progetti per un valore complessivo di circa 2,4 miliardi di euro su un totale programmato di circa 2,8 miliardi di euro (incluso il cofinanziamento nazionale) di cui circa 187 milioni di euro per strumenti di ingegneria finanziaria (Fondi di garanzia, Mutui, ecc.).

Una valutazione effettuata da ENEA sulla base delle tipologie di progetto realizzate porta a stimare indicativamente un risparmio energetico complessivo attribuibile al contributo del FESR pari 0,3 Mtep, con emissioni evitate pari a 1.159 MtCO2/anno.

Le risorse finanziarie comunitarie totali che la futura programmazione 2014-2020 mette a disposizione dell’Italia ammontano a poco meno di 32 miliardi di euro, di cui quasi 23 per le regioni meno sviluppate (Campania, Puglia, Calabria, Sicilia e Basilicata), 1,1 per le regioni in transizione (Abruzzo, Molise e Sardegna) e i restanti 7,8 per le regioni più sviluppate. A queste risorse si aggiungono le quote di cofinanziamento nazionale, per le quali si può fare riferimento a quelle minime previste dal Regolamento: 50% per le regioni più sviluppate; 40% per le regioni in transizione; 25% per le regioni meno sviluppate.

Nell’Accordo di partenariato adottato il 29 ottobre 2014 il tema dell’efficienza energetica è contenuto nell’obiettivo tematico 4 “sostenere la transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio in tutti i settori” con un’allocazione finanziaria programmatica pari a circa 4 miliardi di euro.

Le direttrici principali di questo Obiettivo sono:

  • interventi di efficientamento energetico e riduzione dei consumi negli edifici e nelle strutture pubbliche o ad uso pubblico, residenziali e non residenziali,
  • interventi sulle reti: potenziamento delle reti intelligenti realizzato prioritariamente nell’ambito di progetti di smart cities e smart communities , in sinergia con le azioni finanziate dagli assi I e 2 in materia di ricerca e innovazione e delle tecnologie per l’informazione e comunicazione in particolare attraverso strumenti a supporto della mobilità collettiva sostenibile ed i servizi di infomobilità;
  • aumento della mobilità sostenibile nelle aree urbane.

La riduzione dei consumi energetici negli edifici e nelle strutture pubbliche o a uso pubblico, anche residenziali, costituisce quindi una priorità alla luce degli orientamenti europei, stante il rilievo che i consumi di energia primaria assumono nel settore civile. Gli interventi, per massimizzare i benefici in termini di risparmio energetico complessivo sulla base del livello ottimale in funzione dei costi, dovranno dare priorità alle tipologie di edifici a maggiore consumo e con maggiore potenziale di risparmio energetico in rapporto all’investimento necessario, essere fondati sulle risultanze di diagnosi energetiche e caratterizzarsi per il valore esemplare, anche in termini di utilizzo delle tecnologie più innovative. Gli interventi sull’edilizia residenziale pubblica dovranno essere attuati prioritariamente attraverso strumenti finanziari che attivino capitali privati massimizzando così l’effetto leva sugli investimenti.

Su gli edifici target saranno pertanto utilizzati modelli finanziari avanzati composti da finanziamenti in conto capitale e finanziamenti tramite terzi, anche attraverso lo strumento del contratto di prestazione energetica (EPC), al fine di eseguire interventi quali:

  • isolamento dell’involucro edilizio;
  • efficientamento energetico degli impianti tecnici (riscaldamento, raffrescamento, produzione di acqua calda sanitaria e illuminazione);
  • altri interventi compatibili con le zone climatiche in cui sono collocati gli edifici.

In tutti i casi sarà valutato il rapporto fra costi e benefici, i tempi per l’implementazione e il grado di replicabilità delle iniziative. Sarà inoltre possibile installare impianti alimentati da fonti energetiche rinnovabili, ma solo con finalità di autoconsumo.

Ciò potrà consentire di sviluppare un modello (tecnico, economico e finanziario) funzionante e replicabile per l’individuazione e l’esecuzione di interventi di riqualificazione energetica negli edifici pubblici esistenti. Anche nell’utilizzo dei fondi strutturali, per quanto concerne gli interventi di riqualificazione del parco immobiliare, sarà importante garantire maggiore rilevanza agli interventi di ristrutturazione importanti che coinvolgano sia la struttura dell’edificio che gli impianti, al fine di incrementare l’incidenza degli edifici a energia quasi zero.

Riportiamo infine di seguito, alcuni bandi aperti attualmente dalle Regioni nel settore dell’efficientamento energetico nell’ambito dei fondi strutturali 2014-2020:

Regione Friuli Venezia Giulia: La giunta regionale del Friuli Venezia Giulia ha emesso la delibera 346 del 23 febbraio 2018 per la riduzione di consumi di energia primaria negli edifici scolastici. La dotazione finanziaria del bando è pari a € 16.183.138,72. I soggetti che possono presentare domanda sono gli Enti locali del Friuli Venezia Giulia. Sono ammissibili progetti finalizzati all’efficientamento energetico, purché la percentuale di riduzione dei consumi degli edifici oggetto dell’intervento sia pari almeno al 15% rispetto alla situazione pre-intervento: coibentazione di pareti perimetrali, della copertura o di solai e pareti verso locali non riscaldati o verso il terreno; sostituzione di serramenti e infissi; installazione di sistemi schermanti; implementazione di materiali, dispositivi e prodotti per il miglioramento dei rendimenti di distribuzione ed emissione; sostituzione generatori di calore con sistemi e componenti ad alta efficienza;  integrazione degli impianti esistenti o loro sostituzione con impianti di energia rinnovabile; implementazione di sistemi di termoregolazione e/o di contabilizzazione del calore; installazione di sistemi per la ventilazione meccanica controllata; implementazione di sistemi di illuminazione a basso consumo e di sensori di controllo; implementazione di sistemi per la gestione e regolazione intelligente degli impianti; implementazione di sistemi per la gestione e il monitoraggio energetico degli edifici, anche in remoto; realizzazione e/o implementazione di altri eventuali impianti innovativi finalizzati all’efficientamento energetico dell’edificio. Ai fini dell’ammissione a finanziamento, la spesa minima ammissibile del progetto è pari a 300.000 euro per i Comuni e pari a 1.000.000 euro per le Unioni territoriali intercomunali. I contributi per la realizzazione dei progetti sono concessi nella forma di aiuto a fondo perduto nella misura variabile e massima: del 70% della spesa ritenuta ammissibile, in caso di accesso al Conto termico 2.0; del 50% negli altri casi. In entrambi i casi il contributo POR FESR non potrà essere superiore a 700.000 euro per il Comune e 2.100.000 euro per le UTI.

Regione Molise: La giunta regionale del Molise ha emesso un bando per la presentazione di programmi di investimento finalizzati all’uso razionale ed efficiente dell’energia nei contesti produttivi. Sono ammesse alle agevolazioni le micro, piccole e medie imprese (PMI). La dotazione finanziaria complessiva è pari ad euro 3.177.028.

Gli incentivi saranno concessi in forma di contributi in conto capitale, in regime “de minimis”, e possono coprire un massimo del 40% dei costi ritenuti ammissibili. L’investimento proposto, dovrà attestarsi su valori non inferiori ad euro 20.000. Sono ammissibili ad agevolazione i tipi di intervento come di seguito indicato:

  1. a) diagnosi energetica e controllo conclusivo;
  2. b) interventi di efficienza energetica: installazione d’impianti di cogenerazione ad alto rendimento; interventi finalizzati all’aumento dell’efficienza energetica nei processi produttivi (sostituzione dei sistemi di riscaldamento, condizionamento, alimentazione elettrica e illuminazione, building automation, motori a basso consumo, rifasamento elettrico dei motori, installazione di inverter, sistemi per la gestione e il monitoraggio dei consumi energetici); interventi finalizzati all’aumento dell’efficienza energetica dell’immobile oggetto della sede Operativa; sostituzione puntuale di sistemi e componenti a bassa efficienza con altri a maggiore efficienza energetica; installazione di nuove linee di produzione ad alta efficienza energetica, nonché interventi che mirano all’efficientamento d’impianti già esistenti; realizzazione di piccole infrastrutture di rete (micro-grid) per la condivisione del surplus energetico; sistemi avanzati di misura e monitoraggio dei consumi energetici;
  3. c) Interventi di installazione di impianti da fonti rinnovabili la cui energia prodotta sia interamente destinata all’autoconsumo fino ad una potenza nominale non superiore a 500 kW.

Regione Marche: La giunta regionale delle Marche ha emesso un bando finalizzato alla riduzione dei consumi energetici e delle emissioni dei gas climalteranti delle imprese e delle aree produttive compresa l’installazione di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili per l’autoconsumo, dando le priorità alle tecnologie ad alta efficienza.

Possono beneficiare degli incentivi le micro, le piccole e medie imprese (MPMI) e le grandi imprese (GI), aventi un codice ATECO 2007 tra i seguenti:

  • B – Estrazione di minerali da cave e miniere;
  • C – Attività manifatturiere;
  • D – Fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata;
  • Chiusa Tessuto Medio Lucido Ballet Flats Tacco Donna Punta Tirare VogueZone009 1n6wqTICI
  • E – Fornitura di acqua; reti fognarie, attività di gestione dei rifiuti e risanamento;
  • F – Costruzioni;
  • G – Commercio all’ingrosso e al dettaglio;
  • H – Trasporto e magazzinaggio;
  • I – Attività dei servizi di alloggio e di ristorazione;
  • P– Istruzione

Runner hesna Runner Waldläufer Waldläufer Foresta hesna Foresta Il Bando sostiene la progettazione e realizzazione dei seguenti interventi, che devono essere compresi tra quelli suggeriti dalla diagnosi energetica o previsti dal sistema di gestione dell’energia conforme alla norma ISO 50001:

  1. interventi finalizzati all’aumento dell’efficienza energetica degli edifici che migliorino di almeno due classi la prestazione energetica di ogni singola unità immobiliare;
  2. b) installazione/modifiche di impianti ed attrezzature funzionali al contenimento dei consumi energetici nei cicli di lavorazione e/o di erogazione dei servizi, tali da determinare un significativo risparmio annuo di energia primaria; sostituzione puntuale di sistemi e componenti a bassa efficienza con altri a maggiore efficienza, razionalizzazione, efficientamento e/o sostituzione dei sistemi di riscaldamento, condizionamento, alimentazione elettrica ed illuminazione anche impiegati nei cicli di lavorazione funzionali alla riduzione dei consumi energetici. Installazione di impianti di cogenerazione ad alto rendimento la cui energia prodotta deve essere finalizzata solo per autoconsumo;
  3. c) interventi di installazione, per sola finalità di autoconsumo, di impianti a fonte rinnovabile per la produzione e la distribuzione dell’energia termica ed elettrica all’interno dell’unità produttiva, in abbinamento a un intervento efficientamento energetico. Per gli impianti fotovoltaici, il dimensionamento dovrà essere effettuato con riferimento a documentati fabbisogni annuali della sede oggetto di intervento.

Tutti gli interventi devono comportare un miglioramento dell’efficienza energetica quantificabile, in termini di risparmio annuo di energia primaria, in un valore uguale o superiore a 1,00 kWh per euro investito (per i consumi elettrici) a 2.5 kWh per euro investito (per quanto riguarda i combustibili), rispetto alla capacità produttiva preesistente.

La Regione Marche rende disponibile una dotazione iniziale pari a € 9.836.644, derivanti per € 9.399.144 dal POR FESR 2014/2020 e per € 437.500 dal finanziamento da parte del Ministero dello sviluppo economico nell’ambito del Programma regionale di sostegno alla realizzazione delle diagnosi energetiche o all’adozione della certificazione ISO 50001 da parte delle PMI.

Il Cetri-Tires ringrazia per il prezioso contributo il  Dott. Marco Sambati esperto di finanza agevolata per il finanziamento di sistemi di TRI che ha redatto questo documento.